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Libertà di informazione: l’Italia scende al 58° posto dietro Romania, Congo e Macedonia

Reporter Senza Frontiere, o Reporters Sans Frontières, o Reporter Without Borders è un’organizzazione non governativa e no-profit che promuove e difende la libertà di informazione e la libertà di stampa. L’organizzazione ha sede principale a Parigi ed ha lo status di consulente delle Nazioni Unite. Nella classifica mondiale sulla libertà di stampa stilata da Reporter Senza Frontiere per il 2022, l’Italia ha perso 17 posizioni nella classifica mondiale arrivando al 58esimo posto

Reporter Senza Frontiere, o Reporters Sans Frontières, o Reporter Without Borders è un’organizzazione non governativa e no-profit che promuove e difende la libertà di informazione e la libertà di stampa. L’organizzazione ha sede principale a Parigi ed ha lo status di consulente delle Nazioni Unite. Nella classifica mondiale sulla libertà di stampa stilata da Reporter Senza Frontiere per il 2022, l’Italia ha perso 17 posizioni nella classifica mondiale arrivando al 58esimo posto.

La classifica vede prime la Norvegia, la Danimarca e la Svezia. Bisogna scendere fino alla 16esima posizione per trovare la Germania, alla 24esima per il Regno Unito e alla 26esima per la Francia. Scorrendo ancora più giù ma sempre sopra all’Italia si incontrano gli Stati Uniti al 42esimo posto.

L’ultimo posto se lo aggiudica la Corea del Nord, che scivola sotto l’Eritrea al penultimo. L’Iran, invece, è al terzultimo. La Russia è 155ª in classifica, in lieve peggioramento rispetto all’anno scorso, simile a quello che ha portato l’Ucraina al 106° posto. A completare il quadro globale la Cina, che rimane nelle parti basse della lista, al 175° posto.

La compilazione della classifica da parte di Reporters Sans Frontières ha tenuto conto della “effettiva possibilità per i giornalisti, come individui o come gruppi, di selezionare, produrre e diffondere notizie e informazioni nell’interesse pubblico, indipendentemente da ingerenze politiche, economiche, legali e sociali e senza minacce alla loro sicurezza fisica e psichica” prendendo in considerazione 5 indicatori e contesti: politico, giuridico, economico, socioculturale e securitario.

L’edizione 2022 del World Press Freedom Index, che valuta lo stato del giornalismo in 180 paesi e territori, mette in evidenza gli effetti disastrosi delle notizie e del caos dell’informazione: gli effetti di uno spazio informativo online globalizzato e non regolamentato che incoraggia le fake news e la propaganda. All’interno delle società democratiche crescono le divisioni dovute alla diffusione dei media d’opinione secondo il “modello Fox News” e alla diffusione di circuiti di disinformazione amplificati dal funzionamento dei social media. A livello internazionale, le democrazie sono indebolite dall’asimmetria tra società aperte e regimi dispotici che controllano i loro media e piattaforme online mentre conducono guerre di propaganda contro le democrazie. La polarizzazione su questi due livelli sta alimentando una maggiore tensione.

L’OPINIONE

Volando basso: nel sistema italiano (specialmente siciliano) e principalmente negli enti e istituzioni locali, provinciali, regionali, nazionali, nonché ordini professionali, università, scuole, partecipate, apparati ministeriali, assessoriali, giuridici, investigativi, economici, ecc. nel parlare popolare si dice che ci siano persino addetti, implicitamente pagati o assoldati seppure destinati ufficialmente ad altre mansioni, i quali controllano chi evidenzia, segnala e/o indirettamente denuncia, ad esempio inquinamento, commistione, nascondimenti, distrazioni, forzature, appropriazioni, inefficienze, favoritismi, familismi, ecc. o anche se solo sfiora e ancora peggio se insinua il generalizzato complesso “compiacente” pubblico-politico, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello. Sarebbero tenuti particolarmente sotto controllo quelli che non essendo allineati a colori politici operano in modo svincolato, poiché considerati i più “azzardati”, in quanto ritenuti interiormente difficili da far “richiamare”. A tutto ciò si uniscano le pletore dei rispettivi codazzi allineati di: destra, sinistra, centro e movimento, attirati dalla tutela dei loro interessi elettorali, clientelari e assilli teorici. Si aggiunga anche il cancro diffuso delle delinquenze comuni e delle criminalità organizzate. Sicché l’Italia non può che essere al 58°posto. E ancora ci sta andando bene. Ma come per tanto altro si va lentamente scivolando verso il “basso”. Poi certo, con le magniloquenze, le conferenze, gli eventi, i talk show, gag, spettacoli e giochi, si riesce a dipingere il contrario per i tanti che evidentemente non vogliono o non possono vedere. Fino a che dura.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

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