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Era il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, ci fu la strage di Capaci

Era il 23 maggio 1992 quando 500 chili di tritolo fanno saltare in aria l’auto su cui viaggia il giudice Falcone, la moglie e 3 uomini di scorta

« Era il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all’altezza del paese siciliano di Capaci, cinquecento chili di tritolo fanno saltare in aria l’auto su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

Nemmeno due mesi dopo Capaci, il 19 luglio 1992, toccava a un altro Magistrato cadere sotto i colpi della mafia.

Paolo Borsellino veniva ucciso da un’autobomba a Palermo in via D’Amelio …».

Era il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, ci fu la strage di Capaci

Era il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all’altezza del paese siciliano di CapaciUn articolo che è solo una mera personale visione dell’attualità corrente. Un’opinione che potrebbe anche mutare se si osservasse finalmente un cambiamento ma reale

Comincia così un articolo che scrissi il 23 maggio 2018 nella cui parte in calce riprendevo un documento reperito su internet nel quale si diceva che il problema dell’allora CSM sarebbe stato: la mafia, Falcone e Borsellino.

Significativo ciò del clima di allora che, ritengo, nella sostanza non è che oggi sia fondamentalmente così mutato, se non nell’apparire e nella propaganda specialmente in quella di circostanza dei variegati leader e rispettivi innumerevoli codazzi.

Anzi sembrerebbe pure che con questo andazzo di generalizzata, ritengo, insincerità, negli ultimi anni si sia fatta regredire la dignitosa coscienza tra molti cittadini.

Grandi uomini come il Magistrato Giovanni Falcone, ritengo e temo, si sarebbero quasi come sacrificati vanamente.

Siamo passati nei decenni dalla 500 a due tempi alla 500X Hybrid ma la visione socio-civile, guarda caso, non sarebbe stata coltivata e curata come avrebbe dovuto fare in modo doveroso, quanto meno conseguentemente a quei tanti sacrifici, uno Stato occidentale, democratico e repubblicano.

Salvo ritenere validi gli occasionali (e di solito contribuiti) eventi, dibattiti, lezioni e similari, quando sappiamo ormai dalla scienza moderna che la mente umana necessità innanzitutto un’attenzione nei primi 20-25 anni e anche di regolarità e tempo per consapevolizzarsi, quindi di un lavoro quotidiano in particolare nella scuola dell’obbligo e contestualmente almeno su tutti i media pubblici (per i quali tra l’altro paghiamo il canone) così formando e istruendo con criteri moderni nuove generazioni:

  • sui diritti e doveri (ma da personale specificatamente competente non che quello di Storia insegna Educazione Civica che poi quest’ultima è pure generica quindi vaga);
  • sulla economia;
  • sulla psiche;
  • sulla scienza;
  • sul mondo;
  • sui popoli e sull’ambiente nella sua totalità.

Nuove generazioni che, forse, di riflesso in famiglia o nei dibattiti, avrebbero così potuto in parte far rivedere a noi adulti certi anacronistici concetti e nozioni.

La figura di grandi Uomini come i Magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per citare i più noti, mi appare oggi più che mai usata per propaganda dall’analogo sistema che implicitamente loro combattevano.

Un trasversale sistema, allora come oggi, intriso di corruzione, concussione, commistione, spartizione, compiacenza, manciugghia, mafiosità, mercimonio, clientelismo, voto di scambio, accidia, mistificazione, dissimulazione, indolenza, rimozione, ipocrisia, magniloquenze e teatrino (e sono stato civile).

Un sistema quello della precedente politica (che oggi apparirebbe riesumato persino in compiacenti ricandidature di “dinosauri”) ma anche istituzioni, burocrazia, ordini professionali, cosiddetta intellettualità, università, scuola, associazioni di categoria, imprenditoria, ecc. in parte notoriamente di mentalità arrogante, individualista, assoggettante, clientelare, familista e anche tangentara.

Sistema precedente a cui oggi, mi pare, si sono aggiunte, in parte, pletore di trasversali nuovi elementi che mi sembrano di tutta evidenza interiormente (molto) opportunisti (uomini donne, altro e di ogni estrazione), grazie pure ad un sistema elettorale o nomine deciso in palesi “cupole” costituzionalizzatisi di partiti, movimenti, ordini, associazioni, oppure attraverso artifici elettorali interni preordinatamente canalizzati (primarie) e persino arbitrabili discrezionalmente (online) o chissà, anche cartelli veicolati pure da mistificate lobi economiche se non persino da organizzazioni criminali native o d’importazione e, alcuni aggiungono, anche da singole Superpotenze che portano il proprio dissimulato aspirante o più di uno/a.

Mi sono sempre domandato, tanto più in quegli anni in cui per lavoro frequentavo Palermo e gli assessorati regionali, dove prendessero quegli Uomini una tale “forza d’animo” in particolare il Magistrato Giovanni Falcone che vedevo uscire dalla propria casa in Via Notar Bartolo scortato da auto della Polizia e Carabinieri, stante che, a differenza dell’ufficialità, dentro le strutture pubblici la parola più leggera nei suoi confronti era irripetibile.

Un sistema pubblico-politico allora, come ritengo mentalmente oggi, che, guarda coso, è sempre garantito, tutelato e foraggiato, non controllato e specialmente incontrollabile costituzionalmente dai liberi cittadini, così rigenerandosi, ritengo, negativamente, in modo analogo come allora ancora oggi.

Da un livello, come tutti ci dicono, di preparazione ed esperienza del nostro attuale Premier, mi sarei aspettato di più.

Un “drago” dell’alta economia a detta di tutti che, però, ritengo, forse sa poco oppure non può e non deve sapere niente di come funziona in basso sui nostri territori, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello del sistema pubblico-politico, nelle Regioni, Città metropolitane, Enti, Partecipate e Comuni.

Fino a che durano i soldi del Pnrr e similari, lo scostamento di bilancio e le stratasse a carico dei contribuenti noti.

Poi, chissà, echeggerà “dio salvi l’Italia” dall’imbarbarimento o ancora, forse, potrebbe esserci anche una nostra svendita all’asta giudiziaria globale.

Mi dispiace per i nostri ragazzi che, forse, adesso non potrebbero capire data la poca esperienza, accerchiati pure da un generalizzato sistema interiormente cinico, sprezzante, subdolo, seppure in ogni espressione imbellettato a festa e profumato da tanti addetti o assoldati, i quali spruzzano fragranza h24-g365 con ridondanti oratorie e presenza.

Per il resto ci si gira ormai sempre più e, in troppi, dall’altra parte: per un po’ di serenità, sopravvivenza, appartenenza, lavoro, attività, timore, bisogno, stanchezza e quieto vivere. Si va ormai avanti in questa Nazione a vista e per inerzia, senza lungimiranza socio-educativa-economica, nonché con soldi finanziati o spremuti. Fino a che dura.

#Capaci #StragediCapaci

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Era il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, ci fu la strage di Capaci / Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

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